L’incisione

Una volta ottenuta una superficie di metallo dalla forma, lo spessore e le dimensioni desiderati, è possibile inciderla in guise differenti. Per realizzare le incisioni esistono svariate tipologie di strumenti e macchinari. Essi possono essere esclusivamente manuali, come i bulini, opppure azionati meccanicamente da ingranaggi a pedali o ad alimentazione elettrica.

I più antichi e semplici strumenti da incisione sono i bulini, piccoli e maneggevoli, dotati di impugnature in legno o in osso e con lame di dimensioni e sezioni variabili, a seconda dell’effetto desiderato. Questa tipologia di attrezzi può essere considerata anche appartenente alla famiglia degli strumenti da banco e rientra nella categoria degli strumenti impiegati a mano libera per lavori di precisione.

 

Serie di bulini di foggie e dimensioni differenti, per metalli preziosi

 

 

Serie di bulini impiegati per realizzare clichè e ritoccare piccoli stampi. L’impugnatura risulta “untuosa” poichè nella lavorazione dell’acciaio viene impiegato anche dell’olio.

In basso alcuni esempi di incisioni ottenute

 

 

Per il buon funzionamento dei bulini era necessario, ciclicamente, affilarne le lame. A questo scopo poteva essere impiegata una smerigliatrice. L’esemplare qui esposto è azionato tramite pedale, con un meccanismo del tutto simile a quello delle macchine da cucire. Rispetto allo smeriglio a manovella, questo permette di poter lavorare con entrambe le mani.

 

Smerigliatrice a pedale in ghisa e legno (52 x 115 cm h)
Impiegata per affilare bulini da incisione
Periodo: fine XIX secolo
Italia
Provenienza: donazione di P. Fabbri

 

Tra gli strumenti di incisione vi sono anche i torni, che si presentano in tipologie differenti a seconda dell’effetto desiderato e della grandezza delle superfici da incidere.

Nella famiglia dei torni ve ne sono di particolari, i cosiddetti torni a pantografo, o anche semplicemente pantografi, che sono ampiamente utilizzati in orologeria: dalla riproduzione in scala tramite fresatura di motivi decorativi – a partire da una matrice – all’incisione e alla realizzazione di scritte/decori su oggetti di piccole e medie dimensioni, come medaglie e monete.

Tornio a pantografo in legno, ghisa e bronzo (155 x 135 cm)
Impiegato nelle zecche per la coniazione di monete. In oreficeria per la realizzazione di medaglie di varie tipologie
Periodo: metà XIX secolo
Francia
Provenienza: acquisito al mercato delle pulci di Lione, Francia, da Vienne, Francia

 

 

Particolare del tornio a pantografo in legno, ghisa e bronzo (155 x 135 cm)

 

 

Pantografo (85 x 130 cm)
Impiegato per riprodurre in scala, tramite fresatura disegni o scritte originali
Periodo: anni ’30 del XX secolo
Produttore: Rigo Benvenuto – Padova – Italia
Provenienza: donazione di A. Poli, dipendente ed erede della ditta Gamberini, incisori in Bologna

 

 

Pantografo per incisione al diamante (40 x 40 x 50 cm)
Impiegato per incidere scritte su medaglie, coppe e oggetti analoghi
Periodo: anni ’50 del XX secolo
Produttore: Gravo Graph – Troyes – Francia
Provenienza: donazione di A. Poli, dipendente ed erede della ditta Gamberini, incisori in Bologna

 

 

 

Tornio per lastra a pedale (120 x 122 cm)
Usato per tornire lastre piatte e ottenere ciotole o forme più chiuse
Periodo: metà XIX secolo
Provenienza: donazione di P. Delli, cliente del laboratorio orafo di Garuti

 

Per ottenere effetti decorativi molto particolari veniva anche impiegata una macchina nota come Ghiglioscè, o macchina per arabeschi, che rappresenta un vero e proprio unicum all’interno della Collezione Garuti.

 

 

 

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