Il progetto Mostra Virtuale

La principale finalità di questa esposizione virtuale, unica nel suo genere, è quella di descrivere l’antico e affascinante mestiere dell’orafo.

Questo mestiere, che unisce tra loro arte, tecnica e passione è sempre stato contraddistinto da un vastissimo bagaglio di conoscenze tecniche e artistiche tramandate, fino a pochi decenni fa, prevalentemente per via orale. L’apprendimento e la pratica costante erano svolti esclusivamente nelle singole botteghe, piccole e grandi che fossero, ed era necessaria una vita intera per poter padroneggiare adeguatamente le competenze sui materiali preziosi e sulle tecniche di lavorazione.

Oggi l’evoluzione degli strumenti e l’avvento, anche in questo campo, dalla tecnologia informatica ne stanno cambiando profondamente e irrimediabilmente il volto. Da qui la necessità di proporre un percorso didattico attraverso immagini, contributi multimediali e documentali che fosse fruibile via web, in una mostra virtuale.

Essa è frutto di un lungo e minuzioso lavoro di raccolta, documentazione e studio condotto sui manufatti che compongono la vasta e particolarissima Collezione Garuti. Questo progetto ha avuto impulso dalla collaborazione scientifica, nata ormai alcuni anni fa – nell’ambito dei Seminari Interdottorali sull’Oreficeria Antica – tra il Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna ed il proprietario stesso della Collezione, l’orafo Adelmo Garuti.

La mostra virtuale, dunque, permette di visitare la Collezione Garuti, rendendola accessibile al grande pubblico, illustrando, con diversi livelli di approfondimento, le principali tecniche di lavorazione dell’oro, dell’argento e delle pietre preziose, partendo dalle testimonianze materiali più antiche fino alle più recenti, rappresentate dagli strumenti e dai manufatti di maggior rilievo appartenenti alla Collezione.

Questi oggetti, però, non si limitano a essere semplici testimoni di nozioni tecniche e meccaniche. Essi raccontano anche le storie degli artigiani orafi che li hanno utilizzati e delle botteghe nelle quali sono stati impiegati per decenni, regalandoci alcuni scorci su realtà ormai scomparse, dove gran parte del lavoro dipendeva dall’abilità delle mani dell’artigiano, dai suoi occhi e dalle sue personali capacità.

Si solleva, dunque, la cortina di polvere adagiata dal tempo sulla storia di queste realtà artigianali e industriali che hanno fatto la storia dell’oreficeria italiana.

Per quanto attiene a quest’ultima, poi, si presterà una particolare attenzione a quella d’ambito bolognese, che fu ricca di esponenti di grande rilievo apprezzati anche e ben oltre i semplici confini cittadini.

 

 

 

 

 

 IL GRUPPO DI LAVORO

 

                                     INIZIA LA VISITA DELLA MOSTRA VIRTUALE