La storia della Collezione

Si potrebbe dire che la storia della Collezione abbia avuto inizio negli anni ’90. È infatti nell’arco di questo decennio che l’orafo Adelmo Garuti comincia a raccogliere e collezionare alcuni oggetti e manufatti appartenenti al suo mestiere, per il quale nutre una vera e propria passione.

Ma sarebbe un’affermazione imprecisa.

Essa è il frutto di un’opera di raccolta instancabile e certosina, alimentata dalla passione di Adelmo Garuti per il proprio mestiere di orafo e per quel vasto e multiforme universo di oggetti, storie e tradizioni che attorno a esso ruotano e che oggi stanno lentamente scomparendo, soppiantati dall’impiego di tecnologie sempre più all’avanguardia.

È una passione che sboccia durante i suoi primi anni di permanenza nella bottega di un orefice di Bologna, Romano Degli Esposti, che lo prende con sè in qualità di semplice apprendista all’età di quattordici anni (1960). Essa va progressivamente aumentando col trascorrere del tempo, maturando assieme alle sue capacità di orafo, fino a quando queste ultime gli permetteranno di aprire un’attività in proprio.

 

Un giovane Adelmo Garuti al banco da lavoro (il secondo da sinistra) nella bottega di Romano Degli Esposti, Bologna, 1964

 

È solo, però, in seguito al pensionamento, avvenuto nel 2000, che Adelmo Garuti può dedicarsi completamente alla sua attività di ricerca e raccolta di materiali.

Adelmo frequenta abitualmente mercatini dell’usato di varie città italiane e non solo, arrivando a varcare i confini nazionali appositamente con l’intento di acquisire manufatti rari e particolari che possano testimoniare un ulteriore frammento della storia del suo amato mestiere.

Nel 2001 Garuti entra in possesso, in seguito a una donazione, di vari oggetti e strumenti appartenuti alla ditta Guidi di Bologna. Questa acquisizione – in definitiva la più vasta nella storia della Collezione Garuti – ne rappresenta il fulcro principale e segna l’inizio dell’attività sistematica di raccolta che prosegue ancora oggi.

Oltre al piacere di collezionare antichi strumenti di lavoro, Adelmo Garuti ha il forte desiderio di condividere con gli altri il suo sapere e i frutti della sua raccolta, che si fa via via più vasta ed articolata.

Questo intento si realizza in una prima esposizione dei suoi oggetti a Zola Predosa (BO) in occasione della Fiera annuale del 2001. A questa esperienza ne fanno seguito molte altre, a Sasso Marconi (BO) nel 2003, all’ombra delle Due Torri, a Bologna, nel 2002 e nel 2004 e a Pontecchio Marconi, nel 2006. Oltre a esporre i propri oggetti, però, Adelmo Garuti si dedica anche alla didattica e alla divulgazione, illustrando il funzionamento di ogni macchinario e, più in generale, delineando con precisione e chiarezza le fasi di lavorazione dell’oro e dei metalli preziosi in genere.

 

Le due locandine delle edizioni “Le arti per via” 2002 e 2004, Bologna
(Foto Collezione Garuti)

Nel 2009, in occasione del Seminario dal titolo L’oreficeria in Emilia Romagna dall’età romana al Medioevo, organizzato dai Dipartimenti di Archeologia e di Storia Antica dell’Università di Bologna (ora unificati nel DiSci – Dipartimento di Storia Culture e Civilità), prende corpo la prima esperienza di collaborazione con le responsabili del Convegno, le prof.sse Isabella Baldini e Anna Lina Morelli. Per tutta la durata del seminario viene allestita un’esposizione di alcuni strumenti della Collezione Garuti presso la sede del convegno bolognese, ossia il complesso di San Giovanni in Monte.

Nell’arco della sua lunga attività, Adelmo Garuti ha restaurato alcuni oggetti originali della Bottega Castellani, tra questi un bellissimo bracciale semirigido di cui, prima della riconsegna, si ritenne opportuno scattare una fotografia. Il bracciale è caratterizzato dal classico motivo del vitigno, in posizione centrale, e dalla scritta “ROMA” nella parte inferiore.

 

Adelmo Garuti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma, dove si trova una sezione dedicata alla Collezione della Famiglia Castellani. Garuti è qui ritratto tra i busti di Fortunato Pio Castellani (Roma, 1794 –1865, padre) e Augusto Castellani  (Roma, 1829 – 1914, figlio), capostipiti della più famosa famiglia di orafi italiani, operativi in Roma fin dai primi del XIX secolo.

Adelmo continua ancora oggi, instancabile, la sua opera di ricerca e collezione di strumenti, macchinari e oggetti appartenuti ad antiche botteghe orafe. Prosegue anche il suo impegno nella divulgazione al pubblico, con una particolare attenzione alla didattica e alla realizzazione di vari contributi e approfondimenti tematici.

Queste pubblicazioni, che si occupano di illustrare le principali tecniche di lavorazione dell’oro e di descrivere il funzionamento di alcuni tra gli esemplari più rilevanti della sua Collezione, sono presentate, per la maggior parte, nell’ambito della rivista semestrale “al Sȃs“, edita dal Gruppo di Studio Progetto 10 Righe di Sasso Marconi (BO), con il quale Adelmo Garuti intrattiene una proficua collaborazione editoriale.

 

La Collezione Garuti
la sezione dedicata ai laminatoi

 

 

 La Collezione Garuti
a sinistra in primo piano il Ghiglioscè  – a destra varie bicornie e tassi
In primo piano a destra punzoni vari

 

 

 

 

La Collezione Garuti
in primo piano serie di lapidatrici

 

 

La Collezione Garuti
serie di rulli godronati

 

 

 

 

 

 

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