La laminazione

Una volta ottenuto il grezzo d’oro si procede a lavorare il metallo per realizzare delle lamine. Queste sono, a loro volta, lavorate in modi differenti a seconda della tipologia di oggetto che si intende realizzare.

La tecnica di lavorazione delle lamine si è evoluta a partire dalla seconda metà del XIX secolo con la comparsa del laminatoio. Esso si compone di due cilindri d’acciaio temprato attraverso i quali viene inserita ripetutamente la lastra di metallo che diventa di volta in volta più sottile fino a raggiungere lo spessore desiderato.

A questa lavorazione si intervallano delle ricotture del materiale per evitare che il metallo si indurisca troppo e diventi troppo difficile lavorarlo.

Esistono differenti tipologie di laminatoi: a filo, a lastra e mezzo tondo.

Uno dei laminatoi più rari e importanti della Collezione proviene dalla Germania, si tratta di un laminatoio della ditta Krupp, di Essen, come indicato nella stampigliatura originale.

 

 

Laminatoio a lastra
1855
Produttore: Fried. Krupp – Essen (da stampigliatura originale), Germania 
Provenienza: donazione di O. Simionato, collezionista di strumenti per orologeria, Mira

Nota: un laminatoio come questo è stato fotografato nel 1900 nel laboratorio di Alexander Tillander
(ditta fondata nel 1860) in San Pietroburgo e pubblicato in GIOIELLI FIRMATI (1990, trad. 1991 Rizzoli – RCS, p. 111)

 

 

Laminatoio a lastra su supporto ligneo
Utilizzato per ottenere una lastra da un lingotto
1858
Produttore: G. B. MINO & Figli – Alessandria – Italia
Provenienza: donazione di M. Monterumici, orafo in Bologna, da Monari detto “Prugna”, orafo in Bologna

 

 

 

Laminatoio a lastra con rulli di grandi dimensioni, trazione a puleggia (70 x 130 cm h)
Impiegato per ottenere da un lingotto una lastra di notevoli dimensioni
Periodo: metà XIX secolo
Costruttore: C. Wezel, Muhlacker – Germania
Provenienza: donazione di L. Bertocchi, orafo in Bologna, da Ditta Ambrosi, Bologna

 

 

 

A sinistra
Laminatoio a lastra
1901
Produttore: G. B. MINO & Figli – Alessandria – Italia
Provenienza: donazione eredi di M. Baiesi, orafo in Bologna

 A destra
Laminatoio a filo su cavalletto in legno (h. 110 cm)
1890
Produttore: G. B. MINO & Figli – Alessandria – Italia
Provenienza: donazione di G. C. Tozzi, orafo in Bologna

 

 

 

A sinistra
Laminatoio per fedi su cavalletto
fine XIX secolo
Produttore: G. B. MINO & Figli – Alessandria – Italia (etichetta su cavalletto)
Provenienza: donazione di Milo, orafo in Bologna, da “Bottega dell’oro”, Bologna

 A destra
Laminatoio multiplo a lastra e filo montato su colonna (h. 100 cm)
Periodo: primi XX secolo
Francia
Provenienza: acquisizione al mercato annuale di Moulinef – Loira – Francia

 

 

 

A sinistra
Laminatoio multiplo a lastra e filo
1915
Produttore: J. Schmalz, Pforzheim, Germania
Provenienza: acquisito a Moulinef – Loira – Francia  

A destra
Fronte e retro di laminatoio a motore
1915
Produttore: J. Schmalz, Pforzheim, Germania
Provenienza: acquisito presso la ditta Guidi, Bologna         

 

 

 

Due pagine del catalogo della ditta J. Schmalz di Pforzheim (Germania) in cui compaiono i laminatoi soprastanti

 

 

I rulli possono presentare sagome differenti a seconda dell’effetto che si desidera ottenere, ad esempio alcuni possono essere dotati di una impressione a zigrinatura e per questo motivo sono definiti godronati.

I modelli di laminatoi più antichi erano azionati manualmente tramite maniglie, ma con l’evoluzione dell’industria fu possibile realizzare laminatoi azionati grazie alla forza dell’acqua. Essi erano dotati di cinghie di trasmissione e venivano collegati a dei mulini ad acqua.

 

Laminatoi vari di piccole dimensioni, godroni e schiacciafilo
Per ottenere da un filo un filo godronato o un filo schiacciato
Periodo: fine XIX – inizio XX secolo
I tre pezzi più in basso sono marcati G.B. MINO & Figli
Provenienza: donazione di M. Roda, orafo in Bologna, da ditta Guidi

 

 

Coppie di rulli godronati con simboli fascisti
Realizzati durante il periodo fascista
da Enea Stefani
Provenienza: donazione di M. Ansaloni, erede dell’attività

 

 

Coppia di rulli godronati a fantasie per lastre in argento,
realizzati da Enea Stefani
Periodo: inizio del XX secolo
Provenienza: donazione di M. Ansaloni, erede dell’attività

 

 

 

In alto: 
Laminatoio a lastra
1878
Produttore: Luigi Mino
Luogo di fabbricazione: Roma

Al centro: 
Serie di sedici punzoni figurati con tipici e inconfondibili motivi della Bottega Castellani (tra cui una anforetta, due teste speculari di ariete, una foglia di vite) 

In basso:
Due trafile ottocentesche (a sinistra, mezzo tondo – a destra, quadra)

Provenienza: tutti gli oggetti in fotografia provengono dalla Bottega Castellani, Roma

 

 

 

Un’ulteriore lavorazione delle lastre ottenute tramite laminatoio si consegue impiegando un tipo particolare di martello, detto martello per spianare, che permette di pareggiare perfettamente le lastre senza lasciare ammaccature. Si tratta di strumenti di dimensioni contenute di cui gli esemplari più antichi sono azionati manualmente, tramite l’avvolgimento o svolgimento di una grande vite terminante con un tondello che entra a contatto con la superficie della lastra, permettendo di regolare con accuratezza il carico di pressione da esercitarvi.

 

Martello per spianare, probabilmente derivato 
da un piccolo bilanciere (28 x 50 cm h)
Impiegato per pareggiare perfettamente una lastra senza lasciare ammaccature
Periodo: metà XIX secolo
Italia
Provenienza: donazione eredi di M. Baiesi, orafo in Bologna

 

 

 

Serie di cinque martelli per spianare
Impiegati per pareggiare perfettamente una lastra senza lasciare ammaccature
Periodo: inizio XX secolo
Italia
Provenienza: donazione eredi di A. Caldi. M.  Musiani, G. Tozzi, C. Zamboni, orafi in Bologna

 

 

 

 

 

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