Gli strumenti da banco

All’interno della bottega dell’orafo il fulcro della sua attività è certamente il banco di lavoro.

Il banco da orafo vero e proprio spesso non si compone di un semplice piano di lavoro, solitamente in legno, ma possiede cassetti e scomparti vari, alcuni anche “nascosti” dove poter riporre gli attrezzi più minuti e preziosi.

All’interno della Collezione Garuti vi sono numerosi esemplari di ottima fattura di banchi da orafo. I più antichi sono in legno e sono caratterizzati da linee semplici ma estremamente eleganti.

Il legno di questi supporti è ricco di segni, incisioni, sbozzature e tracce di consunzione, che ne testimoniano il lungo impiego attraverso i decenni. Come nell’immagine sottostante, dove sono visibili alcuni degli strumenti da banco, quali tanaglie, martelletti, un osso di seppia, bulini, un cannello, seghe e lime. Sulla superficie del legno sono ben visibili i segni del tempo, come le impronte lasciate dagli strumenti “in negativo”. Questo piano di lavoro – usato da un orafo mancino, come testimoniano le tracce dei colpi lasciati dalla lima a destra e non a sinistra, come solitamente accadeva – era parte di un banco da orafo (produzione italiana di fine ‘800) rinvenuto in uno scantinato a Venezia. La parte inferiore del banco è stata, con ogni probabilità, ripetutamente sommersa dall’acqua di mare presentandosi, al momento del rinvenimento, del tutto irrecuperabile.

Banco da orafo
Periodo: fine XIX secolo
Produzione artigianale – Italia
Provenienza: acquisito da O. Simonato, collezionista di oggetti di alta orologeria (VE)

 

A corredo dei ripiani di lavoro del banco vi sono altri oggetti, per lo più trasportabili manualmente, estremamente necessari al lavoro dell’orafo. In questa sezione, dunque, si trovano anche bolle per direzionare la luce. Queste operavano concentrando il dardo luminoso sull’oggetto lavorato. La parte in vetro, di forma globulare, era riempita d’acqua con aggiunta di una piccola quantità di acido, necessario per mantere la limpidezza dell’acqua. Successivamente le bolle vengono sostituite dalle lenti di ingrandimento. A coadiuvare il funzionamento degli strumenti di ingrandimento e per aumentare la luminosità sul piano di lavoro sono impiegate anche lampade, anticamente alimentate a olio o a gas, e che con l’avvento dell’elettricità saranno poi completamente dismesse in favore delle lampadine ad incandescenza.

Ultimi ma non meno importanti sono gli strumenti da misura, quali bilance e calibri, fondamentali per poter lavorare con precisione.

 

Banco da orafo (90 x 55 x 90 cm h)
Periodo: primi XX secolo
Produzione artigianale – Italia
Provenienza: acquisito da laboratorio di S. Arcangelo di Romagna (RA)

 

 

Bolle artigianali (A, B, C) e lumi a petrolio (D, E)
Le bolle erano impiegate per concentrare la luce sull’oggetto in lavorazione.
Periodo: seconda metà del XIX secolo
Italia
Provenienza: donazione di M. Roda, orafo in Bologna, da ditta Guidi

 

 

In primo piano serie di tre lenti. A partire da sinistra, cristallo, ottone e alluminio; cristallo, ottone e ghisa; cristallo, ottone e alluminio.
Periodo: inizio XX secolo
Italia
Provenienza: da sinistra, donazione di G. C. Tozzi, di A. Andreoli, di A. Raffagnato, orafi in Bologna

In secondo piano due lumi a petrolio

 

 

 

Serie di bilance
Impiegate nella pesa di metalli preziosi
Periodo: dal XVIII al XX secolo
Italia
Provenienza: donazioni varie

 

 

Bilancia (100 x 95 cm)
Impiegata nella pesa dell’argento
Periodo: metà XIX secolo
Italia o Francia
Provenienza: donazioni di L. Bertocchi, orafo in Bologna, da Ditta Ambrosi, Bologna

 

 

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